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Comunicazione del Preside PDF  | Stampa |  E-mail
Giovedì 28 Maggio 2009 11:55

Cari colleghi,

Vi sottopongo alcune riflessioni del Prof. Zicarelli a proposito della Zooantropologia e delle  Attività Assistite con gli animali. E' mio parere personale che il ragionamento portato avanti dal Preside abbia numerosi punti di grande forza. Invita la professione ad avvicinarsi all'università, per questo argomento ma spero, in seguito, per molti altri,  ricreando un legame assolutamente necessario alla  rinascita culturale della nostra categoria, purtroppo al momento troppo debole;  auspica la centralità del ruolo del Medico Veterinario in un ambito ancora indefinito dal punto di vista normativo e, pertanto, a rischio di contaminazioni esterne; sancisce l'apertura dell'Università a argomenti attuali,  emergenti, per la trattazione dei quali si è ricorso, oltre alle risorse  interne alla Facoltà, anche a numerosi docenti esterni noti per la loro riconosciuta professionalità; e in ultimo, non per importanza, incentiva la conoscenza in un argomento che potrebbe rappresentare uno dei possibili sbocchi lavorativi non tradizionali, dei quali i nostri giovani laureati, tanto avrebbero bisogno.  Mi fa piacere sottolineare, inoltre, che il nostro Professore Zicarelli conserva, anche da Preside, la passione e la veemenza che lo caratterizzava come professionista e come docente. Per questo lo ringraziamo.

Il Presidente Corrado Pacelli

 

 
 Alla luce del proliferare di iniziative che coinvolgono l'affascinante
ambito della Zooantropologia e delle Attività Assistite con gli animali,
ci terrei in qualità di Preside della Facoltà  di Medicina Veterinaria
dell'Università di Napoli "Federico II" ad informare, i Presidenti degli
Ordini che presso la nostra Facoltà dall'anno accademico 2008/2009 è
stato attivato un Modulo Professionalizzante in Zooantropologia, al V
anno del Corso di Laurea, per un totale di 29 CFU coordinato dalla
Professoressa Lucia Francesca Menna. Tale esperienza formativa è la prima
in Italia ed ha costituito un importante momento di approfondimento di
tematiche relative alle Attività Assistite con gli animali che hanno
fortemente coinvolto la popolazione studentesca (63 studenti) che ha
seguito il modulo con rigore e passione. Il corso si è articolato in
lezioni teoriche e stage presso strutture accreditate che attuano queste
attività ed ha visto il contributo di numerosi docenti esterni noti per
la loro riconosciuta professionalità, anche e soprattutto per tematiche
di carattere non strettamente veterinario (psicologi, antropologi,
naturalisti, etc.). Gli studenti del modulo hanno partecipato anche a
dibattiti e seminari di bioetica e sono stati intrapresi vari progetti di
Attività Assistite con gli animali, organizzati da vari docenti presso
strutture per anziani e per non vedenti della nostra regione. Sono stati,
inoltre, organizzati programmi di zooantropologia didattica presso scuole
e sono state elaborate interessanti tesi di laurea a carattere
sperimentale. 
Ritengo che l'insieme di queste attività sia finalizzato a valorizzare la
figura del Medico Veterinario facendogli assumere quella centralità che
gli spetta in tali attività per le sue peculiari competenze intrinseche
nella figura professionale attorno alla quale le altre, pur preziose,
possono completare le attività di pet terapy nel particolare ed
affascinante ambito della più vasta problematica del rapporto uomo -
animale.

Solo il rigore scientifico permette di evitare che ambiti innovativi
ancora indefiniti rispetto a competenze e normativa di regolamento
vengano acquisiti da figure professionali che per vocazione e formazione
non possono sintetizzare il bagaglio culturale del Medico Veterinario che
è l'unico a poter approcciare queste affascinanti esperienze per la
completezza dei suoi studi. D'altra parte c'è un punto nel codice
deontologico del veterinario che rafforza l'opinione di dare
esclusivamente al veterinario il compito di eseguire le attività
assistite e la pet therapy. E' indubbio, infatti, che è compito del
Medico Veterinario tutelare l'uomo da qualsiasi pericolo può derivare
dall'utilizzo e contatto con l'animale, quindi nell'ottica di una più
ampia visione, ne deriva che non solo l'uomo va tutelato dal contagio da
parte di agenti infettanti, da zoonosi o da offese (morsicature, calci
ecc.) da parte dell'animale ma anche da attività e cooterapie eseguite in
maniera impropria per la non corretta scelta della specie da impiegare o
per una errata valutazione della sua indole.

Invito, pertanto, i Presidenti degli ordini professionali e la stessa
FNOVI in questa prima fase, almeno fino a quando non sia consolidata la
centralità della figura del Medico Veterinario, a demandare e/o ad
organizzare unitamente agli Organi accademici iniziative in questo campo.
Tale comportamento sancirebbe in maniera più unitaria l'importanza della
figura del Medico Veterinario in questo tipo di attività, arginando così
in maniera concreta i tentativi che da più parti vengono intrapresi per
appropriarsi di competenze che una volta perse sarà difficile ricondurre
nell'ambito veterinario. Pur consapevole che il mondo universitario non
sempre ha gestito la formazione post universitaria in maniera
ineccepibile, ribadisco che in questo particolare momento bisogna far
fronte comune per sancire le competenze e in questo caso deve essere il
mondo accademico unitamente a quello professionale a sorreggere un unico
ombrello. Una volta sancito il principio è plausibile che nell'ambito di
una corretta e stimolante concorrenza le organizzazioni professionali
possano appropriarsi di iniziative finalizzate a valorizzare la figura
del Medico Veterinario in questo campo foriero di nuove e attraenti
attività.

Sono certo che chi ha a cuore la Medicina Veterinaria non può non
condividere questo richiamo.

Cordiali saluti

Il Preside

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Ultimo aggiornamento Sabato 27 Giugno 2009 10:16